Tutte le misure che saranno messe in atto nei prossimi mesi serviranno per evitare che nuove forme di contagio facciano ripartire la diffusione del virus, con le imprevedibili conseguenze. Quindi ancora distanza sociale, mascherine, ma soprattutto una totale riorganizzazione di ogni attività pubblica e privata. Esiste però anche un contagio altrettanto subdolo e pericoloso, fatto di pensieri e parole che agiscono negativamente in ognuno di noi.
Nel post Toccare l’intoccabile avevamo parlato di come Dio nell’Antico Testamento avesse dato numerose istruzioni igienico-sanitarie per il suo popolo per evitare dei contagi, numerosi secoli prima che si scoprisse l’esistenza di virus e batteri. Una cura particolare per un popolo a cui Dio voleva garantire anche la salute fisica oltre che spirituale.
I religiosi al tempo di Gesù erano molto scrupolosi nel seguire tali norme, non avevano capito però che dietro a tutte quelle regole c’era un insegnamento spirituale profondo che loro ignoravano più o meno consapevolmente, sentendosi invece liberi di aggiungere altri precetti alla Parola di Dio. Vogliamo qui ricordare un episodio particolare: Allora vennero a Gesù da Gerusalemme dei farisei e degli scribi, e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poiché non si lavano le mani quando prendono cibo». Ma egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? … avete annullato la parola di Dio a motivo della vostra tradizione. Ipocriti! Ben profetizzò Isaia di voi quando disse: “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è lontano da me. Invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d’uomini”». Chiamata a sé la folla, disse loro: «Ascoltate e intendete: non quello che entra nella bocca contamina l’uomo; ma è quello che esce dalla bocca che contamina l’uomo!»
Allora i discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Sai che i farisei, quando hanno udito questo discorso, ne sono rimasti scandalizzati?» Egli rispose: «Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. Lasciateli; sono guide cieche di ciechi; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso». Pietro allora gli disse: «Spiegaci questa parabola». E Gesù disse: «Anche voi siete ancora incapaci di comprendere? Non capite che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è poi espulso nella latrina? Ma ciò che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo. Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo» (Matteo 15:1-3; 6-20).
Esiste quindi una contaminazione, un contagio che non si prende per contatto con materiali o sostanze esterne all’uomo, un virus che invece che entrare e uccidere l’uomo nasce direttamente dal suo interno. Come ci sono pensieri che elaborano il male, ci sono parole che uccidono più delle armi (Proverbi 12:18; Giacomo 3:6-8) e azioni conseguenti (Colossesi 1:21).
Al contrario, un cuore rigenerato dallo Spirito di Dio saprà modificare i pensieri e le parole che escono da noi, perché, ricordiamolo, “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene, e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore tira fuori il male; perché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca” (Luca 6:45).
Ed ecco che i pensieri di Dio in noi possono diventare una fonte pacifica e protettrice per la nostra mente e il nostro cuore: E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù. Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. (Filippesi 4:7-8).
Conseguentemente, le parole possono trasformarsi in un balsamo di vita non solo per noi, ma anche per chi le ascolta uscire dalla nostra bocca, facendole diventare una vera e propria fonte di guarigione: Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l’ascolta (Efesini 4:29).
Sì, la grazia di Dio si manifesta anche attraverso le parole dei suoi figli, pensate da donne e uomini “trasformati mediante il rinnovamento della mente” (Romani 12:2; vedi anche Efesini 4:21-24).
Pensieri e parole di questo tipo non possono far altro che tramutarsi in azioni concrete, seguendo anche l’esempio vissuto in prima persona da coloro che ci hanno preceduto o che ci circondano e che ci hanno parlato in un modo tale da infondere in noi la guarigione del Dio della pace: Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi (Filippesi 4:9).
Mentre continuiamo a proteggere il nostro corpo dal contagio di questo subdolo virus, lasciamoci contagiare dallo Spirito di Dio nei pensieri, nelle parole e nelle azioni. E, senza nessuna barriera, contagiamo con la guarigione della parola chi ci sta attorno.
Infatti io so i pensieri che medito per voi”, dice il SIGNORE, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11).

Comments